chiarimenti

Spero che qualcuno di voi legga ancora il blog.

Ieri ho incontrato Eleonora nei corridoi di via Mariano Stabile, dove mi trovavo per il mio lavoro in redazione.

Eleonora mi ha “ripreso” perchè, a detta sua, non sono andata all’appuntamento che Alessio aveva fissato lunedi 30 aprile,  per consegnare i registri firmati e tutto. Ieri Eleonora mi ha detto che avendo mancato l’appuntamento, sarei dovuta andare in via Castellana Bandiera il lunedì che viene. Lì per lì non ho badato tanto alla cosa, anche perchè Eleonora stava parlando al telefono e non sono riuscita a chiederle spiegazioni di sorta. Riflettendo sulla cosa però mi sono venute delle perplessità: io il registro l’ho lasciato ad Eleonora, perfettamente firmato, proprio quel lunedì, quello in cui ci si doveva vedere con Alessio. Ora vorrei capire il  perchè, in  quella sede, Eleonora non mi ha detto che avrei dovuto portare il registro alla server dal momento che ero lì e poteva benissimo dirmelo, e  poi,  il registro l’ho lasciato a lei, che ci dovevo andare a fare in via Castellana Bandiera? Credevo che il mio rapporto con tutor e company finisse là e invece vengo a scoprire che c’erano altre operazioni da espletare, in più, vengo ripresa per un appuntamento mancato. Francamente, non capisco che devo venire a fare in via Castellana, quindi chiedo a voi tutor,  qualora leggiate questo post, di darmi una motivazione valida per  farmi venire fin lì. Se le motivazioni sono valide e ho capito male io, sono prontissima a rimediare.

Grazie.

 

Rosita

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Report di fine stage

La mia esperienza di Stage presso Serverstudio Srl non è stata delle migliori. L’entusiasmo iniziale si è trasformato nel tedio più devastante già dopo la prima settimana…Avevo voglia di imparare qualcosa e di mettere in pratica quello che nel corso di formazione avevo appreso. Forse le mie aspettative erano “eccessive” o forse in quel momento il nostro aiuto non era necessario. La prima settimana ci affidano un compito grazioso e stimolante: Realizzazione di brochure+locandina per un ente che si occupa di corsi di formazione. Nei giorni successivi adattamenti formati banner per elezioni amministrative! Il resto delle settimane…poco produttivo e gratificante.

Mi dispiace dover descrivere la mia esperienza di stage in questi termini ma se devo tirare le somme di questo percorso, il risultato ottenuto non è stato quello sperato.

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Report di Fine Stage

Lo stage presso la redazione di Radio Action è stato molto interessante e proficuo. Già dal primo giorno ho cominciato ad occuparmi del supporto redazionale per i conduttori dei vari programmi dell’emittente: ricerca notizie di vario genere e ricerca dei contatti che poi venivano inseriti nella scaletta come ospiti in studio o come interventi telefonici.

Nei giorni seguenti ho iniziato a curare i contenuti web della pagina facebook, aggiornandola con tutte le notizie riguardanti gli ospiti dei vari programmi, le novità musicali e tutto ciò che succedeva in radio, creando, quindi, una sorta di diario e interagendo con gli utenti che in quel momento ascoltavano la programmazione. Inoltre, ho creato graficamente delle mini locandine che servivano alla promozione dei vari eventi organizzati dall’emittente: la partecipazione in studio del cantautore Fabio Concato, la partecipazione in studio dell’artista Antonella Lo Coco di Xfactor e la diretta per le elezioni amministrative.

Il lavoro di redazione continuava poi con la scrittura di comunicati, la promozione delle varie interviste musicali nei fans club degli artisti coinvolti e il controllo delle classifiche musicali. In più, grazie alla mia conoscenza dei programmi di editing audio, ho contribuito al montaggio di alcuni programmi e alla “pulitura” di file che servivano poi come podcast.

In conclusione la mia esperienza è stata molto positiva, non solo a livello professionale ma anche umano, in quanto tutto lo staff è stato disponibile e cordiale facendomi sentire un membro effettivivo dell’emittente.

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Relazione fine stage

“Lo stage, nell’ambito dei percorsi finalizzati all’acquisizione della Qualifica e del Diploma di istruzione e formazione professionale, degli Attestati di Specializzazione post-qualifica e post-diploma e della Formazione Tecnica Superiore, è un periodo di formazione “on the job” attraverso forme di inserimento temporaneo ed assistito dei giovani in azienda, attraverso le quali viene completata l’esperienza formativa mediante apprendimento per compiti reali (non simulati) e sperimentazione diretta dei processi e dei contesti lavorativi.” (http://www.poloformativografico.it/STAGE/testo_stage.htm)

Il periodo di stage l’ho svolto presso l’azienda 20milarighe. Dall’estratto, che ho voluto mettere in risalto, s’intuisce una certa polemica riguardo quello che si vuol far passare come STAGE. Infatti, per me, STAGE significa aver la possibilità di sperimentare gli argomenti imparati durante un qualsiasi percorso formativo sul campo, in altre parole “sbattersi le corna” sul VERO LAVORO!

Forse avevo sopravvalutato il concetto e adesso, alla fine del corso, mi ritrovo con quasi un mese impiegato quasi esclusivamente su un esercizio (che il referente aziendale, nonché mio docente in aula, continua a ritenere che non sia affatto un’esercitazione, volendomi far credere che magari potrebbe diventare una campagna speculare).

Voglio fare una premessa: il primo giorno, alla mia domanda “c’è possibilità d’assunzione?”, il referente risponde in modo molto sincero (fatto che apprezzo) “noi non assumiamo!”. Da questo si può intuire la mia demotivazione durante il periodo di stage.

Cominciamo dalla prima settimana che si è svolta in aula. Su richiesta del referente mi dedico alla ricerca e analisi delle campagne Kemeco. Svolgo il mio compito nel miglior modo possibile con i mezzi offerti da internet, nonostante le pubblicità siano quasi impossibili da trovare, o nei casi fortunati con immagini di piccolissime dimensioni dove non potevo neanche studiarne i testi. Nonostante le sollecitazioni da parte mia al referente aziendale di farmi avere le campagne per poter svolgere al meglio il mio compito – esercizio assegnatomi, non ottengo alcun risultato. Inoltre, la ricerca che ho effettuato è stata visionata in modo molto superficiale ottenendo soltanto come spiegazione aggiuntiva, che i prodotti presi in esame si rivolgono specialmente ad un target medio basso e colf  e che ci sono alcuni prodotti Kemeco che non hanno campagne pubblicitarie: ecco che escono fuori Rio Bum Bum Legno e Rio Bum Bum Parquet. STOP! Fine prima settimana…

Le settimane successive sono molto simili tra loro. Nessuna variazione sostanziale.

Prima di tutto c’è da dire che a partire dalla seconda settimana svolgo la mia ESERCITAZIONE in sede aziendale. Sorvolando sul fatto che non ho trovato neanche un tavolo, ma che durante la prima giornata tra acquisti e tecniche di sopravvivenza siamo riusciti ad “azzizzare” un tavolo, posso dire che la stanza di lavoro era simile ad una cella: circa 3m x 2m (con addossato alla parete il tavolone improvvisato), grate alla finestra, vista su muro.

Io mi adatto a qualsiasi ambiente, ma ho voluto specificare la condizione perchè questo spiega il forte disaggio provato, dato che in continuazione dovevo subirmi il fumo di varie sigarette e che a detta del referente era attutito dal deodorante che aveva gentilmente comprato dicendomi “nella stanza si fuma!”. Ma un deodorante profuma l’ambiente non attira il fumo risparmiandolo a chi è nella stanza.

Passiamo all’attività svolta. Deciso il prodotto Kemeco su cui “esercitarmi” comincia la ricerca di idee, la spiegazione al docente, le continue e normali bocciature (che in seguito sono state ripescate) e infine la scelta dell’headline. Cerco le immagini, le lavoro, le impagino, creo la campagna stampa. Tutto senza mai aver avuto la possibilità di leggere le caratteristiche o l’etichetta del prodotto. L’unico dato certo era che dovevo indirizzare la campagna ad un target medio basso. Percepivo che mi era stato assegnato un passatempo per impegnare le ore.

Dopo pochi giorni passati in agenzia parlo chiaramente al referente, dicendo che io l’esercizio l’avrei fatto (perchè ovviamente sono pur sempre un allievo) ma, soprattutto, aggiungo che non voglio dedicarmi per i restanti giorni alla solo attività puramente di ESERCIZIO. Il referente risponde che non è affatto un esercizio ma potrebbe essere presentata come campagna speculare. Perfetto! Volevo aver fiducia, ero curioso di sapere cosa mi aspettava nei giorni successivi.

Passano i giorni. Le idee per le campagne vengono mostrati ai colleghi presenti in agenzia. Persone simpaticissime, disponibili, anche se non era loro compito aiutarmi. Passa una settimana, poi un’altra. Cosa è cambiato? Niente. L’esercizio Rio Bum Bum Legno e Parquet continua tra varie modifiche di grafica, di headline, di concept, ecc. Ad un certo punto mi viene proposto di realizzare una brochure sempre per i prodotti Rio (specificando però che l’azienda non fa uso di questi mezzi di comunicazione – allora pechè farlo? ESERCITAZIONE!).

Ed eccoci ad una piccolissima svolta. Forse il referente ha capito che quello che stavo facendo già da più di due settimane era soltanto un esercizio. Mentre ero a pausa pranzo, mi arriva un messaggio dal referente aziendale che mi chiede di tornare prima in sede perchè “c’è una campagna vera da pensare!”. Io penso che allora il referente era davvero consapevole che quello che mi ha fatto fare fino a quel momento fosse stato solo un ESERCITAZIONE. Arrivo in agenzia e mi viene illustrato il brief per una campagna di un “mega” negozio di scarpe. Mi metto subito al lavoro e fornisco le idee, continuando a lavorare sul concept e sull’abbozzo grafico anche a casa.

Il giorno dopo si ricomincia con Rio Bum Bum. Su suggerimento del grafico mi dedico alla realizzazione dei due banner per i prodotti per il legno e il parquet, anche se lui stesso dice che Rio non le utilizza.

Gli ultimi giorni mi dedico alla brochure sempre Bum Bum, sempre inutile, sempre per passarmi il tempo, che per ovvi motivi non ho voluto neanche terminare…

Questo è il riassunto del mio periodo di stage.

 

Alcune riflessioni sono d’obbligo.

  1. Mi ero iscritto al corso soprattutto per avere la possibilità di stage a stretto contatto con una realtà lavorativa e dedicarmi al 100% in un vero “lavoro”, continuando allo stesso tempo ad apprendere.
  2. La presa in giro di farmi credere continuamente che non era un esercizio mi ha portato a pensare, magari sbagliando, che io fossi lì solo perchè fonte di guadagno (in qualsiasi modo).

Per essere corretto voglio anche elencare quello che ritengo di aver appreso in questo periodo:

  • Studiare il prodotto prima di dedicarsi alla campagna.
  • Le idee anche se sono bocciate all’inizio, poi possono risultare funzionali.
  • Impaginare le campagne, mantenendo gli allineamenti e avendo cura del lettering.
  • Cercare di tutelare le idee, perchè possono essere facilmente rubate.
  • Rio Bum Bum ha anche il prodotto per il legno e il parquet.
  • Rispondere sempre in modo educato e sincero alle provocazioni.
  • Il deodorante non evita che il fumo degli altri entri nei tuoi polmoni.
  • Che ognuno ha un nome (e io mi chiamo ANTONIO CAMPANELLA!)

Allego immagini dei lavori che ho realizzato, almeno così se l’idea fosse, magari, un giorno rubata, si saprà che dietro quelle esercitazioni c’è un semplice stagista che avrebbe avuto voglia di lavorare realmente.

 

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Report di fine stage

Il mese di stage presso la redazione di Siciliainformazioni è stato molto stimolante e soddisfacente. Sin da subito ho iniziato a scrivere articoli in inglese, sempre pubblicati nella sezione del sito: Nowitaly. Tutto questo in collaborazione con Silvia Andretti, la quale gestisce l’intera sezione. Lavorare con lei è stato molto produttivo per me, in quanto ho migliorato le mie capacità di scrittura. Inoltre, l’ambiente è stato molto accogliente, dal direttore ai giornalisti, tutti hanno mostrato la più grande disponibilità. Comunque, per me lo stage non finisce qui, perché continuerò a collaborare con Silvia, nella speranza di ottenere qualcosa in futuro.

 

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Report di fine Stage

L’esperienza di stage da me vissuta presso Blog Sicilia è cominciata con l’iniziale delusione nello scoprire che la figura di tecnico di redazione ed editing non fosse una figura professionale presente nè tantomeno conosciuta all’interno della redazione, che è animata prevalentemente da giornalisti impegnati quotidianamente in interviste e conferenze stampa con conseguenti lavori di redazione di articoli, legati per lo più alla cronaca e alla politica.

Questa delusione ha lasciato però presto spazio alla mia volontà  di trarre comunque beneficio da quella che per me sin dall’inizio poteva essere un’occasione di crescita nonchè ampliamento dei miei contatti sul territorio palermitano in vista di futuri inserimenti lavorativi.

Superate, dunque,  le mie iniziali riserve, mi sono immediatamente inserita, anche grazie alla disponibilità dei colleghi e del direttore che mi ha lasciato ampi margini di libertà nello scegliermi ogni giorno gli argomenti dai quali creare la notizia e quindi gli articoli, puntualmente pubblicati sul sito web.

In conclusione, ritengo che l’esperienza sia stata positiva anche se un unico mese di stage è davvero troppo poco.

 

 

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Report di fine Stage

Nel cercare di tirare le somme del mio stage nella sede di Serverstudio Srl non posso fare altro che accodarmi a quanto scritto da Daniela. Pur avendo fortemente desiderato uno stage in una casa editrice, ho iniziato il mio periodo di stage con le migliori intenzioni, considerando anche il fatto che ciò che desidero per il mio futuro, comunque, è lavorare in una casa editrice come redattore e grafico impaginatore.

Purtroppo l’accoglienza non è stata delle più calorose e la primissima sensazione è stata quella di essere “un corpo estraneo”. Sin dal primo momento abbiamo mostrato il desiderio di lavorare o anche solo di osservare il lavoro. Durante la prima settimana ci viene assegnato il compito di realizzare due proposte per brochure+locandina per un ente che si occupa di corsi di formazione. Forse il troppo entusiasmo o la voglia di fare, ci ha fatto consegnare il lavoro con una celerità che non era richiesta. Dopo quel lavoro, infatti, non ci sono stati assegnati lavori “reali” e, solo dopo nostre continue sollecitazioni, ci vengono assegnati lavoretti che avevano tutto l’aspetto di servire a impegnare più che altro il nostro tempo.

Sono molto dispiaciuto del fatto che, sicuramente, questo mese di stage sarebbe potuto essere molto più produttivo e stimolante, ma non ogni cosa può sempre riuscire perfettamente…

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REPORT DI FINE STAGE

Il mio stage è partito con un’incomprensione iniziale. Pur avendo più volte informato il tutor, infatti, di voler far grafica, per mettere in pratica quanto avevo imparato in fase di formazione, il primo giorno scopro di essere stata assegnata, con mio grande stupore, alla redazione de Il Sud. La mia permanenza lì dura pochi giorni: avendo puntualizzato che non ero interessata a scrivere, mi erano stati assegnati compiti che nulla avevano a che fare con uno stage all’interno di un corso formativo. Mi viene concesso dunque, su mia richiesta, di passare nel settore grafico, nella sede di Serverstudio Srl.

L’ accoglienza non è stata delle più calorose, ma semmai l’impressione che da subito mi sono fatta è che nessuno lì ci stesse aspettando. Sembravano anzi ignorare il tipo di formazione che avevamo ricevuto. Noi chiediamo fin da subito di farci lavorare, dicendo che avevamo voglia di fare e di imparare quanto più fosse possibile e, in effetti, la prima settimana, ci viene chiesto di realizzare due proposte grafiche da adattare a brochure e locandine per conto di un ente che organizza corsi di formazione.

Forse il troppo entusiasmo o la voglia di fare, ci ha fatto consegnare il lavoro con una celerità che non era richiesta. Dopo quel lavoro, infatti, non ci sono stati assegnati lavori “reali” e, solo dopo nostre continue sollecitazioni, ci vengono assegnati lavoretti che avevano tutto l’aspetto di servire a impegnare più che altro il nostro tempo.

Insomma, mi dispiace dover dire che lo stage mi ha lasciato l’amaro in bocca, rispetto al giudizio complessivamente positivo che ho del periodo di formazione.

 

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Report fine stage

Lo stage presso “Blog Sicilia” non ha deluso affatto le mie aspettative. E’ stata un’esperienza davvero appagante, ricca di argomenti e spunti interessanti che ben si sono  collegati al corso preparatorio. Fin da subito, lo staff di giornalisti ha fatto in modo di rendermi partecipe delle attività del giornale online, offrendomi l’opportunità di lavorare con comunicati stampa, agenzie stampa e articoli creati ad hoc. Sono state altrettanto interessanti le conferenze stampa alle quali ho assistito, prendendo appunti e fotografando le varie personalità che avrebbero poi riempito, con i loro interventi, i futuri articoli. In sostanza, ho avuto un assaggio di quello che per me era un mondo quasi sconosciuto, quello del giornalismo, ed in conclusione posso benissimo affermare che è stato uno stage perfetto per la mia persona.

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Report fine stage

La mia esperienza nella redazione di Sicilia Informazioni è stata altamente positiva, sia umanamente sia professionalmente. Umanamente perchè il team di redazione è sempre stato disponibile e propenso a consigli, professionalmente perchè ho avuto modo di entrare a contatto con dei professionisti che affrontano il proprio lavoro con serietà e passione.

La mia principale occupazione era la redazione di articoli per la sezione spagnola del sito, “ahora Italia”, sotto l’attenta supervisione di Lucy Lombardo, che  gestisce la sezione. Anche se all’inizio non c’è stata molta comunicazione fra di noi (non per mancanza di volontà ma solo per questioni logistiche) , grazie anche alla mediazione del direttore abbiamo avuto modo di confrontarci meglio e da allora la sinergia lavorativa è stata proficua. Il penultimo giorno di stage ho anche ricevuto una bella notizia, in quanto il direttore mi ha affidato la rubrica di gastronomia “la ricetta del giorno”, da inserire nell’almanacco del sito, quindi di fatto sono diventata una loro collaboratrice. La ritengo un’attestazione di stima e spero che questa collaborazione possa essere proficua nel futuro.

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